La galera pochi possono permettersela, per ora.


Leggevo da qualche parte che un detenuto costa alla collettività circa 115 euro al giorno.Vitto, alloggio, costi per la sicurezza.

Sono 41.975 euro l’anno,  3.498 euro al mese.

Da altre parti leggo cifre molto più alte, non so quali parametri vengano usati. Ma non importa.

E’ comunque una bella cifra.

Lo Stato può permettersela fino a un certo punto. Nel senso che aumentando la popolazione carceraria i costi diventano troppo alti per il bilancio.

La soluzione logica invocata da più parti è quella delle misure alternative alla detenzione per i reati minori.

Il problema politico e culturale diventa a quel punto decidere quali siano i reati minori. Perché se il parametro è solo quello della misura della pena prevista dal reato è ovvio che tale tendenza diventerebbe una sorta di depenalizzazione di fatto.

Poniamo ad esempio un reato sociale indotto dalla crisi: il furto nei supermercati.

Leggevo, e alcuni amici che lavorano in questo settore me lo confermavano, che i furti nei supermercati si sono spostati nell’ultimo periodo dai beni ad alto valore aggiunto (trucchi, profumi, liquori, vestiti) a quelli alimentari. Peraltro molti beni vengono consumati sul posto, evitando in questo modo il rischio del passaggio alla cassa. Si tratta perlopiù di pensionati che aprono la confezione di würstel, prosciutto, formaggie li mangiano al volo.

Ci sono poi altre attività illegali di sopravvivenza, che vanno dal piccolo spaccio (intere famiglie coinvolte) alla ricettazione, la falsificazione, il furto, la truffa.

La domanda che viene da porsi è: questa gente compie attività criminose di piccolo cabotaggio per sopravvivere. Allo Stato costerebbe meno dargli una forma di reddito sociale prevenendo, piuttosto che reprimere il comportamento criminoso una volta avvenuto.  Ma non potendo permettersi, dato il protrarsi delle criminali politiche economiche “europeiste”, né l’uno né l’altro, questi comportamenti di criminalità diffusa diventeranno la norma.

In questi giorni diversi benpensanti tuonano per il fatto di cronaca dell’immigrato che ha ucciso a picconate tre persone. Perchè questo era ancora in italia?

E’ semplice, questo o un altro, perchè se anche dopo tutta la trafila necessaria li rimandi nel loro paese, dopo poco ritornano. Perché nel loro paese muoiono di fame e quindi preferiscono eventualmente la prigione qui.

Lasciamo da parte per un momento il fatto che se al loro paese muoiono di fame spesso lo si deve alle politiche che i paesi occidentali hanno fatto in quelle zone, per sfruttare le risorse  e drenarne le ricchezze.

Un po’ come se continuando così la situazione la Germania si lamentasse degli immigrati italiani e li rimandasse in italia con dei treni piombati. Ma quelli che qui non riescono a sopravvivere insistono e ci tornano.

Che fare?

O li ammazzi o speri che si ammazzino fra loro o ti tocca tenerteli.

La condizione più vantaggiosa, ovviamente, è che questi fenomeni sociali complessi si risolvano in modo endogeno. Cioè i poveri si ammazzino fra loro, si rubino il cibo l’uno con l’altro, si facciano più o meno giustizia da soli.

Lo scenario che s’intravede nel futuro del capitalesimo è quello di una Giustizia che non si occuperà più delle questioni riguardanti il popolino. Altro che femminicidio.

Perché “le misure alternative alla detenzione” hanno senso in alcuni casi ma nessuno in altri. Ci sono reati per i quali la pena alternativa può essere un deterrente, ma per altri è una non pena, è irrilevante. Uno che ha svolto attività delinquenziali per sopravvivere, se messo ai domiciliari sarà costretto a delinquere ancora, visto che vitto e alloggio se lo deve pagare di tasca propria.

La Giustizia si occuperà solamente di quei reati che mettono in discussione il potere. Allora vedete già oggi come le squadre di polizia siano attivissime nello scovare i commenti sui blog. Offese, vilipendi, non sono tollerati. E’ di questi giorni la notizia di un blogger condannato per un commento (non per un suo post, un commento!) sul suo blog. Sono un paio di notizie che escono che basti fare un nome e che ti arrivi in poche ore la polizia a casa. O dei controlli sui server del blog di Beppe Grillo per identificare gli Ip dei commentatori.

Insomma… l’immigrato disperato che perde la testa e ammazza la gente per strada diventerà la norma, così come quello che ti rapina dentro casa anche se dentro casa non hai niente e proprio non ti aspettavi che potessero venire da te, la norma sarà che i più deboli, anziani, malati, diventino le vittime predestinate.

La norma sarà che questi reati non saranno più perseguiti perché lo Stato non ha soldi per farlo. Per cercare chi delinque, per processarlo, per tenerlo dentro. Una società molto più violenta, in cui il Diritto sarà cosa che riguarda solo una parte degli uomini. La maggior parte vivranno una sorta di giungla dove vige la legge del più forte. La prepotenza e le bande armate prevarranno. Lo stato si ritirerà a difesa di una casta di nobili.

L’alternativa di dare un reddito minimo che permetta di non delinquere non è praticabile, in questo sistema economico.

E fare politiche economiche che diano un lavoro dignitoso alla gente.  Ma questa che sembrerebbe la scelta più logica, appare la più improbabile, per i loschi interessi di molti e per una sorta di sindrome di negazione di altri, che non vedono l’abisso fin tanto che non stanno precipitando essi stessi, sembra l’ipotesi più lontana.

E diventerà, anche, la norma che chiunque abbia qualcosa da ridire o provi a mettere in discussione il presente stato di cose, venga perseguito.

Per chi protesta in carcere ci sarà sempre posto.

Un bello scenario ci stanno apparecchiando.

Me ne voglio andare da questo paese che mi fa sempre più schifo. Come mi fa schifo almeno il 60% di chi ci vive.

Immaginando uno scenario da socialfiction, come misura alternativa alla detenzione per piccoli reati suggerirei l’internamento in strutture dove lo stato fornisce un letto e cibo, e democraticamente anche possibilità di relazioni sociali, affettive e ricreative. Pur sotto stretto controllo.

In cambio di lavoro, ovviamente.

Insomma un po’ dei campi di lavoro coatto.
Magari giustamente privatizzati, perché le aziende possano trovare conveniente investire in questo paese, dove il costo del lavoro è così alto rispetto ad altre zone del mondo.

Perché se per svolgere un tot di una data produzione si ha bisogno del lavoro di 1000 operai e questi hanno bisogno di uno stipendio che gli permetta un alloggio, cibo, vestiario, attività ricreative, nonché di produrre nella giusta misura manodopera sostitutiva (figli) in un’ottica imprenditoriale molte voci di questa impresa potrebbero essere ottimizzate.

– una struttura abitativa comune al posto di appartamenti singoli costa sicuramente meno.
– vivere nella zona del posto di lavoro o, al limite, spostarsi collettivamente dalla zona dove si dorme a quella dove si lavora, costa meno dello spostamento individuale (i quartieri operai/dormitoio d’altro canto è roba inventata nei primi del 900 mica roba di oggi)
– ottimizzare l’acquisto e la distribuzione di cibo (mense collettive) consente risparmi enormi rispetto l’approvvigionamento individuale
e così via su tutto (scuole e attività ricreazionali nonché anche programmazione di nascite per un adeguato turn over e successivi indirizzi di studi)

E’ l’economia di scala. Costi più bassi, profitti ragionevoli.

Una società-prigione o una prigione sociale è quello che più conviene al capitalesimo. E dato che non ha alcuna controparte a livello globale che gli si oppone, ci si arriverà.

La prigione non sarà più tale, diventerà un luogo di cura della devianza e potrà essere limitata ad alcuni casi irriducibili, curabili chimicamente.
Per il resto della popolazione il concetto di prigione così come lo conosciamo scomparirà, perché la società stessa sarà permeata da un controllo talmente capillare da rendere ogni comportamento socialmente riprorevole immediatamente sanzionato.

La società stessa sarà una prigione.

Fantascienza?
Non troppo.L’indirizzo è questo. Ci sono tutti gli strumenti, tecnici, politici, culturali, per metterlo in atto.
E’ solo questione di arrivarci a poco a poco, o come conseguenza di brusche accelerazioni dovute ad atti contingenti e necessari.

Come la rana che nuota nel pentolone, l’acqua diventa sempre più calda, finché potremmo ancora uscire non lo facciamo, quando ci renderemo conto che stiamo per essere bolliti, non avremo più la forza di saltare fuori.

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edit 10/6 effettivamente le cose vanno in questa direzione

http://www.articolotre.com/2013/06/piano-svuota-carceri-meno-detenuti-fuori-prima-piu-pene-alternative/177817

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edit 17/6

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/17/criminalita-boom-di-reati-legati-alla-crisi-aumenti-a-due-cifre-per-furti-e-scippi/628295/

aumentano scippi, rapine, reati in genere dovuti alla crisi

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