Sempre di ombrelli si tratta


A poco più di ventanni studiavo all’università e facevo un lavoretto dalle 7.30 alle 12,30 cinque giorni alla settimana.  Guadagnavo, a nero, diecimila lire al giorno. Cioè cinquantamila a settimana, ovvero duecento-duecentoventimila lire al mese.

Con quei soldi, a poco più di ventanni, pagavo l’affitto di un appartamento carino in periferia, a 80.000 lire al mese; la benzina della macchina; le poche bollette, ci mangiavo (ma spesso mia madre mi aiutava, in realtà), ci andavo al cinema e in pizzeria. Insomma quasi ero indipendente. Ma il quasi è perché non mi facevo problemi a spendere di più, visto che comunque dai parenti rimediavo sempre qualcosa.

Un operaio bravo, dove lavoravo io, prendeva 500.000 lire al mese. E con quei soldi faceva vivere dignitosamente la famiglia, studiare i figli e metteva anche da parte dei soldi.

Insomma, lavorando part-time  in un lavoro senza alcuna qualifica particolare, all’inizio degli anni 80 avevi queste possibilità.

Oggi se lavori part time le stesse ore guadagni 500-600 euro (se ti va bene), anche svolgendo funzioni di responsabilità. E con questa cifra a malapena ti paghi una stanza in coabitazione.

Oggi se lavori le tue 40 ore settimanali come operaio specializzato con 20-30 anni di esperienza, porti mediamente a casa 1200-1300 euro al mese.  A malapena riesci a viverci se sei da solo. La famiglia non ci sta dentro. Se non si lavora in due si tira la cinghia.

Tutto questo vuol dire alla fin fine solo una cosa: in questi trentanni ci hanno fatto il culo.

Piano piano, inesorabilmente, ci hanno fatto il culo. Facendoci credere che si stava andando sempre meglio, ricordate le milano da bere, il boom immobiliare,  il dividendo dell’euro, il boom del credito al consumo…?

Entrate signori, entrate, più gente entra più bestie si vedono…

diceva l’imbonitore del circo.

Io lo so, come ci hanno fregato. Come ci hanno indotti ad entrare nella trappola. Docili come greggi, attirati dai lustrini luccicanti e dalle promesse di bengodi. Io lo so e ho le prove, come diceva qualcuno di cui a distanza di quasi quarantanni dalla morte ancora si sente la mancanza.

So come e so anche chi, e so anche chi ci ha guadagnato e ci guadagna.

Ah… dipendesse da me, istituire una Norimberga. Ché una Norimberga è quello che meritano.

Ma non ve lo dico qui, ora, perché l’ho già detto, e perché se già non sapete quello che so io e  se non ve ne siete accorti, e se non avete sentito la necessità di capire, è tempo perso spiegarvi.

Ma vi faccio vedere come fanno a fregarci.

Il problema della disoccupazione giovanile è un grande problema. E’ un nobile intento quello di cercare di risolverlo o alleviarlo.

Il ministro Giovannini ha proposto questa cosa della staffetta generazionale. In pratica, uno pensa, una specie di pensionamento anticipato (così si mette una pezza al problema esodati fatto dall’infame riforma Fornero) per gli anziani, per far posto ai giovani. Uhm. E chi le paga le pensioni di quelli che ci vanno prima? Che facciamo il gioco delle tre carte? Governo, se hai soldi per pagare queste pensioni, perché non li investi per tirare fuori nuovi posti di lavoro senza inventarti staffette e stronzate del genere?

Qualcosa non quadra.

Ovviamente i primi entusiasti cori di approvazione si sono levati a “sinistra”, quella “sinistra” che è sinistra su questioni di morale e di diritti ma che da trentanni non fa più politiche sociali ma anzi insegue quelle liberiste come un cane saltella intorno al padrone aspettando che questo gli lanci la palla.

“La proposta ha tre vantaggi strategici che possono contribuire alla crescita: non si tratta di una “misura disperata”, ma di una misura che offre speranza ad una generazione delusa e che sta cercando disperatamente di poter lavorare. E la speranza è la base della fiducia, a sua volta pilastro di qualsiasi scambio economico e quindi della crescita. Quella della staffetta intergenerazionale è poi una misura inclusiva e non esclusiva: i padri non devono uscire dal mondo del lavoro per fare posto ai figli, ma possono scegliere liberamente di farsi affiancare dalle giovani generazioni. Non fanno dunque un passo indietro o sono costretti ad accedere forzosamente alla pensione. Scelgono invece di includere nel mondo del lavoro le giovani generazioni. In un affiancamento tanto necessario quanto prezioso.

Il terzo vantaggio che non è stato analizzato dal docente bocconiano, è di tipo organizzativo: le aziende possono accogliere forze fresche ed innovative e nello stesso tempo affiancare loro l’esperienza, la guida e la supervisione di lavoratori esperti e preparati.” http://www.europaquotidiano.it/2013/05/25/pensioni-staffetta-generazionale/

Allora: tre vantaggi. Il primo è un ossimoro: se fai lavorare i giovani gli dai speranza.  E grazie tante. E’ un enunciato difficile da contrastare in sé. Potrei anche dire che se raddoppi tutti gli stipendi a tutti quelli che prendono meno di 2500 euro al mese infondi speranza e fiducia nella crescita e non avrei timore di essere smentito. Ma che senso ha? Non è il concetto di dare lavoro ai giovani che può essere criticato. Ma le condizioni in cui ciò può avvenire. Ovvero nel merito della proposta. Quindi il primo vantaggio è pura fuffa propagandistica.

Il secondo vantaggio spiega, senza dirlo, che non di vera e propria staffetta si tratterebbe, ma di una spartizione delle risorse e del lavoro. In nome della solidarietà nazionale e la fiducia nel futuro. In sostanza un più largo sfruttamento del part time: l’anziano e il giovane, insomma, si spartirebbero le ore lavorative. Questo però comporta due problemi mica da poco: innanzitutto l’anziano e il giovane si spartirebbero anche lo stipendio. Se magari al giovane, single senza figli, va bene, all’anziano, che magari ha figli a carico, no. In secondo luogo i lavoratori anziani si vedrebbero tagliati i contributi previdenziali e nell’attuale sistema contributivo l’anziano riceverà pensioni inferiori in futuro.

In pratica, dove prima ci stava uno stipendio e poi una pensione per uno, ora ce ne vengono fuori per due. Un po’ strettini magari. Ma bisogna sacrificarsi, noi.

Che vuol dire in sostanza? Che si prende di meno, sia di stipendio sia di pensione. E così abbiamo dato un colpo al costo del lavoro, però l’abbiamo chiamata “politica occupazionale per i giovani”.

Chissà se con le leggi che vogliono fare sugli insulti via internet potrò dire un bel “limortaccivostra”. Magari ora sì ma quando le faranno no. Saranno retroattive? uhm…

Il terzo vantaggio è ridondante rispetto al secondo. Dice la stessa cosa in pratica. Il che mi fa pensare di aver scelto l’articolo più imbecille della rete che parla positivamente di questo eventuale provvedimento.

Ma per quanto imbecille è indicativo, perché viene dal PD, dagli intellettuali PD.

Comunque si possa chiamare, questo provvedimento, è un’altra cosa. Ed è spiegato molto bene qui:

L’intenzione non tanto nascosta del nostro governo è quella di sostituire il lavoro degli anziani ad elevata esperienza e quindi maggiore remunerazione, a cui verrebbero offerti dei contratti di lavoro part-time, con quello dei giovani che hanno minori competenze, specializzazioni, qualifiche e si accontentano anche di un basso stipendio iniziale, con tipologie di contratto tra le più precarie del mercato del lavoro. Non si tratta quindi di creazione di nuovi posti di lavoro, ma di semplice turn-over fra quelli già esistenti, sempre nell’ottica di una riduzione dei salari dei lavoratori (unica strada in Europa per migliorare la competitività di un paese) e di un impoverimento in termini di specializzazione e valore aggiunto del comparto industriale e produttivo italiano. Un passo in avanti insomma verso la cinesizzazione della nostra economia.   http://tempesta-perfetta.blogspot.it/2013/05/prove-di-dialogo-con-il-movimento-5.html

Questo è quello che cerca di fare il governo Letta. Perché nella crisi indotta dal cambio fisso dell’Euro, nell’impossibilità di svalutare la moneta (di fatto la nostra economia usa una moneta straniera) per riprendere competitività si devono svalutare i salari.

La disoccupazione è un modo. La massa di disoccupati che accetta qualsiasi condizione pur di lavorare per la legge della domanda e dell’offerta in un libero mercato, fa si che i salari nuovi si abbassino. Ma come abbassare i salari vecchi senza un attacco diretto che porterebbe nel gioco delle parti un lungo teatrino fra sindacati che fintamente si oppongono e parti politiche che dovrebbero essere quelle che difendono i diritti dei lavoratori e invece sono proprio quelle che questi diritti massacrano?

Con questi trucchetti, tipo un gioco delle tre carte. In modo che sembra che ti stiano facendo un favore, e dopo 3-4-5 anni ti rendi conto che ti hanno fatto il culo. Ancora di più.

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4 thoughts on “Sempre di ombrelli si tratta

  1. Ho inviato due giorni fa, questa mail al Dott. Massimo Fini, giornalista e scrittore, a Sergio di Cori Modigliani ed a Alessandro di Battista, l’ho postata sulla loro pagina di fb ed infine a Emiliano Brancaccio, ma quest’ultimo me l’ha eliminata dalla sua bacheca, peccato, perchè io semplicemente chiedevo un’opinione a loro che credo siano profondi conoscitori della realtà. Leggendo poi questo tuo articolo, ho pensato di inviarla anche a te, ogni tanto curioso nel tuo blog, mi piace quello che scrivi.
    Questa la mail.
    Dott. Massimo Fini,
    sono mamma, moglie, infermiera, tra poco supererò mezzo secolo.
    Leggo spesso quello che Lei scrive e lo pubblico sul mio diario di fb, aggiungo che non tutto quello che Lei scrive mi piace, per esempio quello che Lei scrive delle donne, probabilmente perchè (anzi, senza il probabile), mi sento toccata nel vivo. Però lo leggo, perchè un fondo di verità generalizzando Vi si ritrova, a volte le donne si approfittano del loro ruolo, ma Lei pensa che gli uomini se potessero approfittarsi del proprio, non lo farebbero?
    Ma andiamo al sodo. Non ho spesso modo di parlare con pesone colte e intelligenti, nel senso che siamo tutte troppo prese dal nostro quotidiano (siamo schiavi con troppo poco tempo per migliorarci) per affrontare argomenti più profondi, anche se devo dire che ultimamente un vento di cambiamento portato da Grillo si sente nell’aria, prima, parlare di politica e di economia nel proprio ambiente lavorativo era proprio raro, oggi molti di noi usano la rete e la politica non è più questa sconosciuta, quindi se ne parla molto di più. Prima non avevamo argomenti, prima era una lingua che necessitava di qualcuno che facesse da interprete, il politichese era difficile. Dopo l’avvento Grillo, sembra che tutto sia più semplice, meno misterioso. Però la rete, ti confonde anche, perchè tutto, può diventare il contrario di tutto e alla fine ti chiedi ancora: “dov’è la verità?”. Insomma, alla fine anche se il politichese è diventato più semplice da capire, ti rendi conto di aver bisogno ancora di un interprete di fiducia di un livello superiore. Ecco perchè questa mail, (chissà se mi risponderà mai), dicevo questa mail per capire se per esempio l’interrogazione, cioè la questione portata avanti in Parlamento da Sibilia, il Signoraggio per intenderci, di cui da tempo se ne parla sulla rete, sia vero o una bufala, perchè credo che questa sia davvero una questione fondamentale, per capire come muoverci, cosa dobbiamo fare.
    Io mi rendo conto di una cosa, che fino a pochi anni fa, una massa enorme di uomini, di altri continenti, come la Cina, (più di 5 miliardi di persone), si accontentava di una ciotola di riso, oggi e meno male, anche loro vogliono vivere come noi, così come i popoli di altre nazionalità e che quindi la richezza che prima detenevamo si sia dovuta spalmare anche in quelle Nazioni, perchè se è così, ben venga la crisi, è giusto che la ricchezza arrivi anche a loro, ma se invece il discorso è un altro, e cioè che tutta la riccchezza e potere siano solo in mano a pochi, vedi Bilderberg, allora questa è un’altra storia, allora diventerò paladina di questa verità affinchè si risolva in un modo o in un altro, oppure se il discorso è l’altro, affronterò la nostra crisi come un cambiamento necessario.

    La ringrazio per avermi letto.
    Daniela Vannicelli

    • Ringrazio te per avermi commentato.

      Ti rispondo per quello che penso io.
      Il signoraggio è una bufala. Così come viene presentato, ovvero che le banche centrali, private, stampino moneta che lo stato acquisisce pagandola (e arricchendo per questo i banchieri), è una bufala.
      Se hai pazienza di leggerti questo articolo che affronta la questione da diversi punti di vista è spiegato perché. http://www.economia5stelle.it/attivisti/carlo-sibilia-e-il-signoraggio-bancario/

      Però in questo momento qualcosa del genere si verifica, ma non ha niente a che vedere col signoraggio per come lo definiscono le teorie.
      Quello che accade è che la BCE dia denaro alle banche a tassi bassissimi 0,5% e che con quel denaro le banche ci acquisiscano titoli di stato, con tassi intorno al 4-5% (titoli italiani), invece di farli arrivare nell’economia reale.
      ma questa è un’altra storia dal signoraggio. è speculazione.

      E’ vero che ci sono le economia emergenti. E’ vero che miliardi di persone vogliono vivere meglio.
      Ma è anche vero che c’è una parte dell’umanità che si arricchisce sempre di più.

      Questa parte dell’umanità, l’elite, si incontra nei loro club esclusivi. Avranno la loro visione del mondo. Ovviamente se uno ha potere e si incontra con altri che hanno potere, non discuteranno di come perdere quel potere. A parte del tempo o dello sport, parleranno di come conservarlo, di eventuali alleanze per influenzare, di come accrescerlo.

      Senza che per questo esistano oscuri complotti. Semplicemente perché così vanno le cose.

      Quello che è certo è che queste elite, sono lì da troppo tempo e ormai le loro posizioni sono molto stabili. Difficile scalzarli democraticamente, perché controllano, con il loro potere, la politica, la finanza, i media. Riescono ad influenzare l’opinione pubblica, le elezioni.

      Questo è verosimile senza pensare a sette di illuminati, massoni o quantaltro. Non ce n’è bisogno.

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