fra i pigliainculo e i quaquaraqua.


La calata dei 5stelle in tv mi ha fatto accendere quell’inutile elettrodomestico. Curiosità.
L’aggressività di quel tale formigli ieri sera in una trasmissione su la7 – che nemmeno un pubblico ministero con un delinquente – era la migliore risposta alla sua stessa domanda: “pensa che i giornalisti italiani siano collusi? pensa che io sia colluso?”
Si. Perché hai un editore che ti paga, e molto bene, anche se la rete in cui trasmetti perde milioni di euro. E nelle regole del libero mercato tanto amate da chi ci governa da decenni ormai, ciò non dovrebbe esistere, a meno che l’esigenza non risponda ad uno scopo “altro” cui il profitto può essere, entro certi limiti, sacrificabile.

E lo scopo è quello, per una parte politica-finanziaria, di avere una propria voce nei media. Se lavori per una parte politica-finanziaria, sarai condizionato dalle convenienze di questa parte. Chi più, chi meno, per convinzione o per accondiscendenza. Perché ogni “parte” opererà una selezione all’origine in primo luogo, scegliendo i professionisti più adatti alla propria linea editoriale. E questi, “tenendo famiglia” si adatteranno naturalmente ancora di più.

Il risultato è l’informazione che abbiamo, che rispecchia le opinioni e le concezioni del mondo della classe dirigente, le divisioni e le contrapposizioni di questa, ma sempre nell’ambito consociativo… ché in fondo tutti “tengono famiglia”.
Generazioni di giornalisti addestrati all’obbedienza, in cui le naturali capacità ad uniformarsi al pensiero dominante sono state incoraggiate e premiate.

Viceversa chi non si adatta, chi ha mantenuto una propria autonoma visione del mondo e della professione, viene emarginato, spinto fuori dal circuito dei soldi veri.

Per cui sì, sei colluso, c’era da dirgli. Per stare qui lo sei senza dubbio. Fai parte del sistema che governa il paese e lo ha portato nella catastrofe. Ci vivi con questo teatrino, ci mangi bene, e tieni gli occhi chiusi su dove e come si cucinano i piatti della tua mensa.

E la rabbia che dimostrava ieri sera, quell’aggressività inquisitoria, verso il senatore del m5s, non era per capire, ma per accusare, per colpire, per far male.

Debole con i forti e forte con i deboli.

Perché non mi risulta che con altri ospiti quel conduttore che si appuntava medaglie antiberlusconiane sia mai stato così aggressivo, che anzi in genere sti fighetti sinistroidi preferiscono indulgere alla battuta fine, allo charme, al noblesse oblige con le parti avverse, con quella cavalleria per cui dopo si va a mangiare tutti insieme, si scherza e si ride e in fondo siamo amici, attori che recitano delle parti. E tanto più quando di fronte hanno dei potenti.

E invece ieri sera aveva, finalmente, davanti qualcuno senza santi in paradiso, da massacrare con gusto e a piacimento.

Morra si è difeso bene, incalzato, interrotto, senza nemmeno un bicchiere d’acqua, mantenendo la calma.

L’altro, se avesse potuto sbranarlo, se avesse potuto distruggerlo, fargli saltare i nervi… ah quale soddisfazione. Ci ha provato in tutti i modi.

Bello eh, formigli, poter aggredire qualcuno nel tuo ambiente, conducendo la discussione come vuoi, sapendo di poter comunque avere l’ultima parola e soprattutto sapendo che il giorno dopo non riceverai nessuna telefonata da chi ti paga per dirti che hai esagerato.

Anzi. Potrai vantarti. Gliel’ho fatta vedere io.

 

Io, quello che ho visto ieri sera, molto chiaramente, è stata tanta povertà umana…

« Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”  (Sciascia – Il giorno della Civetta)

ieri sera è stata la sua giornata di gloria: ha fatto l’ominicchio, ma si capisce bene che normalmente sta più sotto.

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