Mi sarei anche stufato di avere ragione


I risultati elettorali presentano due dati evidenti: l’astensione e la vittoria del centrosinistra. Gli elettori di quest’ultimo schieramento hanno un maggiore senso civico e/o attaccamento alla maglia, quindi vanno a votare e consegnano le amministrazioni di molte città a quello che sembrava essere la compagine uscita peggio dalle politiche di febbraio, gli ex di centrodestra e/o m5s a febbraio non si scomodano, sapendo che nulla cambierebbe in ogni caso.

Questi dati indicano una situazione fluida di delusione e conseguente dispersione, ma potrebbe essere anche come una molla che si sta caricando.

L’astensione può essere cinica e disincantata, ovvero semplicemente si ignora la politica e si pensa al proprio microcosmo, e può essere una forma, sia pure priva di sbocco, di protesta. Nel primo caso bisogna però starsene abbastanza tranquilli in quel proprio microcosmo, e oggi siamo in una situazione in cui se sempre di più questa tranquillità viene erosa e rimpiazzata da insicurezza.
E’ un astensione quindi che non ignora la politica, ma la guarda con astio crescente, rabbia e senso di frustrazione.

Una molla che si sta caricando nel senso che questi voti rimasti fuori a guardare non sono disinteressati. Al contrario potrebbero spostarsi repentinamente verso chi sarà in grado di parlare alla loro necessità di rivalsa.

Se qualcuno, chiunque sia, riuscisse a trovare gli argomenti giusti per liberare quella molla ne avrà una spinta tale che lo proietterà al potere con un solo colpo e quanto più la rabbia in giro continuerà ad aumentare tanto più avrà carta bianca per gestirlo, quel potere.

E’ come una pistola col cane alzato.

Il punto è: chi può premere il grilletto?

Potrebbe in realtà non essere necessario e la situazione nella sua instabilità essere perfetta così.
I due “clown”, come sono stati chiamati in europa Berlusconi e Grillo sono stati confinati e il loro consenso eroso.
Il fatto che si dividano i pochi voti rimasti è un bene. Si indeboliscono a vicenda.

E sono entrambi abbastanza sputtanati da non rappresentare un polo di attrazione credibile per buona parte dell’astensione.

Molti italiani che pure stanno aspettando il santo cui votarsi non possono tornare (o iniziare) a fidarsi di Berlusconi dopo ventanni di bugie.

Grillo, in parte per via della forsennata campagna mediatica contraria ma molto per demerito proprio, fra contraddizioni strutturali e discorsi confusi, è sulle sue orme.

Il paese non è in grado di produrre una nuova classe dirigente all’altezza del momento storico. E nemmeno la vecchia è in grado di riciclarsi.

E allora?

Allora niente.
I poteri che hanno buttato fuori Berlusconi dal governo del paese nel 2011 mettendoci Monti al suo posto e che contavano su un dopo Bersani-Monti hanno recuperato in parte la situazione. Non a caso è riapparso Bersani a rivendicare la vittoria.

Berlusconi che sembrava essere stato il vero vincitore del post politiche di febbraio è messo alle strette processualmente e perde forza con questi risultati elettorali.
Il cavaliere potrebbe essere tentato di rovesciare il tavolo.
Politiche e amministrative sono due cose diverse. Le campagne elettorali in cui è lui direttamente a concorrere possono avere ben altri risultati.

Ma deve fare in modo che la “colpa” non ricada su di lui, perché la caduta del governo diventerebbe un ulteriore alibi per il centro sinistra e un handicap per il centro destra.

Grillo sembra incapace di cambiare marcia. E’ imballato da febbraio. Le sue politiche anziché aprirsi in una logica propositiva si stanno chiudendo sempre di più. Forse ormai irrimediabilmente. Il personaggio ha perso forza e credibilità, quell’aura di conquistatore travolgente che lo avvolgeva nello tsunami tour è scomparsa, mostrando impietosamente la pochezza che c’era dietro.

Ora che è ridimensionato e sotto controllo gli attacchi forsennati dei media cesseranno. Perché fa comodo che esista e tenga in una riserva sterile parte dell’elettorato.

Quindi?
Niente. Va bene così.  Non per noi, ovviamente, ma per loro.

E c’è sempre quel grilletto da tirare. Nel caso occorresse.
L’uomo forte i media possono sempre inventarlo dal niente. Noi no.

 

Chi può scendere scenda. Chi ha il salvagente se lo metta.

Per ripararsi dal redde rationem prossimo e inevitabile dobbiamo costruire una rete di solidarietà, anche se il momento, paradossalmente, sembra più invitare a chiuderci ognuno fra le mura della propria casa, meglio se con un po’ di scorte e bene armati (è una metafora).  Parenti, amici, conoscenti… una rete che diventerà fondamentale, per molti motivi.

La Grecia anche in questo insegna.

Non usciremmo da questa situazione senza grandi sofferenze.

Scusate se vi sembro pessimista. Cancellatevi dal blog. Non leggetemi se vi faccio venire cattivi pensieri.

Certo a qualcuno questo discorso sembrerà esagerato. Ma sapete, la realtà appare diversa a seconda del punto di vista da cui la si guarda.

Su un bel po’ di considerazioni il mio pessimismo è stato negli ultimi anni anche troppo ottimista, visto poi come sono andate le cose.  Mi sarei anche stufato di avere ragione. Felice di essere smentito.

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4 thoughts on “Mi sarei anche stufato di avere ragione

  1. Analisi corretta, manovra difensiva condivisibile , non ho votato ecxcellent perchè speravo in un “lampo di genio” che indicasse una innovativa via d’uscita … comunque continuiamo a impegnarci e chissà , forse presto, qualche buona proposta si concretizzerà grazie alla nostra intelligenza collettiva in rete e poi tutti insieme a darsi da fare 😉

    • ammesso e non concesso di averne, di lampi di genio…
      passa anche la voglia di raccontarceli, tanto siamo 4 gatti…
      tanto più siamo intelligenti nelle nostre analisi quanto più aumenterà la rabbia nel vedere che avevamo ragione inutilmente.

  2. per ora alle viste c’è solo chi gongola dello splendido risultato elettorale… mi sembra sempre più che ci sia una sorta di club, autoreferenziale, scollegato totalmente dal mondo reale che chiacchiera di massimi sistemi, senza occuparsi del quotidiano, demandato alle amministrazioni locali, private di fondi e quindi sostanzailmente depotenziate… però, a proposito di salvagente, c’è chi sulla barca balla in coperta, mentre la maggioranza sta ai remi e sputa l’anima, pur senza ancora aver capito dove il capitano la stia mandando a sbattere…

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