Confusione…


A me non sembra di essere confuso. Anzi, mi pare di essere sempre rimasto coerente. Non ingabbiato, che è diverso. Coerente con delle idee, e non con una ideologia.

Ultimamente leggevo un sondaggio, che non riesco a ritrovare, nel quale si evidenziava che in italia la maggioranza degli elettori del pdl e satelliti, nonché la maggioranza degli elettori del m5s, sono contrari all’unione europea. Per contro, la maggioranza degli elettori del pd e quelli di scelta civica sono favorevoli.

Questo non mi meraviglia per niente. Il sogno europoide con monti-bersani è stato interrotto dal successo elettorale del m5s e con vari mal di pancia napolitano ha messo in piedi la compagine delle larghe fuffe.

Insomma sempre più spesso mi trovo ad essere d’accordo con le idee che vengono espresse in quell’area che si considera “la destra”. Per contro mi sento lontanissimo da questa sedicente sinistra. Anche sui temi dei cosiddetti diritti civili non riesco a fare a meno di sentire le loro questioni come insostanziali.

Mi buttano fumo negli occhi con la questione del diritto dei gay a sposarsi. A me francamente non me ne frega niente. Prima viene la battaglia per il diritto ad un lavoro dignitoso che ti dia da vivere, per il diritto alla casa, alla scuola, alla sanità pubblica. Chi si preoccupa di cose insostanziali è perché evidentemente questi diritti li da per scontati. Ma oggi sono milioni le persone in questo paese per cui non è così.

Non ho nulla contro i gay. Penso che ognuno sia libero di vivere la propria sessualità e/o affettività come preferisce o come è nella sua natura. Non sono credente, quindi non mi interessa dell’istituto sacro del matrimonio. Sotto il profilo giuridico penso che lo stesso istituto non dovrebbe far differenza in base al sesso dei contraenti. Anzi, dirò di più, anche il numero degli stessi per quanto mi riguarda potrebbe essere superiore a due.

Ma per me, in un momento storico come questo, con una crisi economica che ha risvolti epocali, parlare in pratica quasi solo di questo vuol dire che mi stai prendendo per il culo e mi viene voglia di prenderti a calci nei denti.

Ho fatto l’esempio del matrimonio gay, ma potevo anche parlare del “femminicidio”, un odioso neologismo che ha riempito le pagine dei media in queste ultime settimane.

E così via.

Insomma questa sinistra mi fa vomitare.

Problemi di coscienza per questo? No, nessuno.

Peraltro quando sento parlare alcuni esponenti della “destra” mi fanno talmente schifo pure loro che è evidente che con questa gente non vorrei dividere nemmeno l’ultimo tozzo di pane prima di morire. Sono pura feccia.  Avete presente quelle belle scarpe con il carroarmato sotto in vibram, quando sei per strada e prima di entrare in macchina devi togliere con mezzi di fortuna la merda di cane che hai pestato?

Provate ad immaginare. Chiudete gli occhi, concentratevi, fino a sentirne la puzza.

Ecco, pensare a certi di loro, mi fa la stessa sensazione.

Non li nomino perché hai visto mai che mi leggano e mi querelino? Tanto hanno soldi e amici avvocati e certo non hanno problemi a farlo. E poi che faccio? Io non ho soldi e non ho amici avvocati. Gli sparo e mi faccio mettere dentro? No, chi se ne frega. Non li nomino. Tanto lo capite benissimo a chi potrei riferirmi.

Va beh. Ma insomma destra e sinistra come concetti mi hanno rotto le palle. Mi interessano le idee.

Prendiamo ad esempio questo articolo di Ambrose Evans-Pritchard  del Telegraph su Marine Le Pen.

 

Marine Le Pen ha annunciato una crociata: Il leader del Fronte Nazionale francese giura che distruggerà l’ordine europeo esistente e che spingerà per una spaccatura dell’unione monetaria, se vincerà alle prossime elezioni.

Marine Le Pen ha detto che il suo primo ordine del giorno, appena metterà piede all’Eliseo sarà quello di indire un referendum sull’adesione all’UE, da tenersi entro un anno.
“Negozierò sui punti in cui non ci possono essere compromessi. Se il risultato sarà inadeguato, chiederò di uscire dall’euro”.

Dunque Marine Le Pen mette al centro delal sua azione politica il problema dell’UE e l’eventuale uscita dall’euro. Idee chiarissime e nette su quello che *il* problema principale in Francia (e in Europa) in questo momento. La penso esattamente come lei. Il Fronte Nazionale ha nomina di essere fascista, razzista. Questo mi crea qualche problema. Però sulla questione europea anche economisti, giuristi e politici di sinistra (pochi) la pensano così, quindi non mi preoccupo molto.

Non è più una prospettiva improbabile. “Non possiamo essere sedotti,” ha detto fiduciosa dopo che il suo partito ha conseguito il 46% dei voti provocando un terremoto elettorale alle elezioni di una settimana fa, dove il suo candidato ha sconfitto i Socialisti che erano al governo nel suo bastione di Villeneuve-sur-Lot. “L’euro cesserà di esistere nel momento in cui la Francia ne uscirà, è questa la nostra incredibile forza. Che ci potranno fare, manderanno i carrarmati?” ha detto al Daily Telegraph, nella sede del Fronte Nazionale, un edificio anonimo nascosto nel sobborgo parigino di Nanterre. Il suo ufficio è piccolo e ordinario, quasi austero. “L’Europa è solo un grande bluff. Da una parte c’è l’immenso potere dei popoli sovrani, e dall’altra solo pochi tecnocrati,” Per la prima volta, il Fronte Nazionale ha raggiunto il rango per poter parlare alla pari con i due partiti che sono stati al governo in Francia nel dopoguerra, Socialisti e Gaullisti. Tutti hanno pressappoco il 21% nei sondaggi nazionali, ma solo il Fronte ha il vento in poppa.

Idee chiare, decise. “L’euro cesserà di esistere nel momento in cui la Francia ne uscirà, è questa la nostra incredibile forza. Che ci potranno fare, manderanno i carrarmati?”  Certo non è il momento per i giri di parole. La gente vuole sentire discorsi chiari. Lo ha dimostrato anche in Italia quando ha votato il m5s, sull’onda di una campagna elettorale spinta con discorsi semplici ma efficaci. E lo ha dimostrato abbandonando lo stesso m5s quando si è arroccato nei bizantinismi di una politica sterile, arida, asfittica.

Infatti c’è un dettaglio nel voto di Villeneuve che ha sconvolto la classe politica. Il Fronte ha preso più voti nei seggi tradizionalmente socialisti, e questo è un segnale che la destra può uscire dal suo enclave per diventare il movimento di massa della classe operaia bianca. I commentatori hanno cominciato a parlare di “Left-LePenism”, per il suo modo di superare a sinistra i socialisti, attaccando le banche e il capitalismo transnazionale. Anna Rosso-Roig, candidata per il partito comunista alle elezioni del 2012, è appena passata tra le file di Le Pen. I socialisti avevano pensato che l’astro nascente di Marine Le Pen li avrebbe agevolati, dividendo la destra. Ora hanno visto la minaccia mortale. La scorsa settimana il Ministro dell’Industria Arnaud Montebourg si è scagliato contro Bruxelles perché continuando a calpestare le democrazie e spingendo sull’austerità ad oltranza, farebbe il gioco del Fronte Nazionale.

Il Fronte ha preso voti nei seggi socialisti. Ah bene. Allora sono in buona compagnia, nella mia “confusione”. “Superare a sinistra i partiti socialisti.” Eh già. O sono i partiti socialisti che non stanno più a sinistra?  “attaccando le banche e il capitalismo transnazionale”

I quattro aspetti più problematici sono la moneta, il controllo delle frontiere, il primato del diritto francese, e quello che lei chiama il “patriottismo economico”, intendendo cioè la capacità che deve mantenere la Francia nel perseguire un “protezionismo intelligente” e per salvaguardare il modello sociale. “Non riesco a immaginare nessuna politica economica che non abbia il pieno controllo del proprio denaro”, ha detto Le Pen. Alla domanda se avesse intenzione di ritirare immediatamente la Francia dall’euro, ha risposto: “Si, perché l’ euro blocca tutte le decisioni economiche e la Francia non è un paese che può accettare la tutela di Bruxelles.”.
Si comincerà a preparare un progetto per la reintroduzione del franco e i leader dell’Eurozona dovranno fare una scelta difficile: o lavorare con la Francia per una “uscita concertata” o accettare la disintegrazione dell’ EMU e attendere il loro destino.

Cosa abbiamo qui. Abbiamo il “nazionalismo”. A sinistra siamo stati allevati a vedere il nazionalismo come il fumo negli occhi. Siamo stati cresciuti a pane e internazionalismo. Ma adesso che ci ritroviamo un nemico globalizzato, la grande finanza, le imprese sovranazionali, il nazionalismo diventa l’unica forma di difesa possibile per il popolo, che altrimenti è totalmente esautorato nelle sue forme di autotutela democratiche.

Il burocrate politico o tecnico che viene da un paesetto della germania o piuttosto olandese o finlandese, guarda i numeri nei suoi bilanci, e se quelli quadrano il suo discorso è apposto. Se quei numeri diventano disagio in un paese del molise o del lazio o della sardegna, che gliene potrà mai fregare? Non risponde a nessun elettore, e se risponde non sono quelli, i suoi elettori.

Nel distacco del potere da chi in una democrazia dovrebbe generarlo, il popolo, sta il dramma dei nostri tempi.

La signora Le Pen teme che altri Stati membri dell’UEM resisteranno ancora fino a che l’ “Armaggedon finanziario” faccia tutto il suo corso, ma è un rischio che si deve prendere.

Il suo piano è basato su uno studio degli economisti dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi condotto dal Professor Jacques Sapir, che dichiara che la Francia, l’Italia e la Spagna potrebbero tutti trarre grandi vantaggi dalla loro uscita dall’euro, recuperando immediatamente la competitività del lavoro, senza dover vivere anni di depressione.

Si afferma che gli squilibri Nord-Sud della zona euro siano già andati oltre il punto di non ritorno. I tentativi di invertire il trend della deflazione e dei tagli ai salari possono portare solo alla disoccupazione di massa e alla scomparsa del cuore industriale dei paesi. L’attuale strategia di svalutazione interna è, in ogni caso, controproducente dal momento che la recessione fa salire più velocemente il rapporto percentuale del debito pubblico.

Il Prof. Sapir ha detto che i guadagni potranno aumentare se si coordinerà un processo di rottura controllando i capitali, con interventi della banca centrale fatti per orientare il posizionamento delle nuove divise. Il modello presentato indica che il D-Mark e il Fiorino dovrebbero essere rivalutati del 15% verso il vecchio euro, mentre il franco dovrebbe svalutare del 20%.

I guadagni sarebbero molto inferiori se l’UEM collassasse in acrimonia e le valute impazzissero infliggendo una violenta scossa deflazionistica alla Germania, ma provocando forti effetti positivi per tutto il blocco latino.

“Un sacco di politici sono venuti da me, sia gaullisti che socialisti, sono tutti d’accordo, ma non vogliono uscire pubblicamente, vogliono che qualcun altro prenda l’iniziativa. Se Marine Le Pen vuole usare il mio lavoro, io non ho nessun problema”, ha detto il Prof. Sapir.

Chi legge questo blocco conosce Sapir. Il quale grazie al lavoro di Bagnai è conosciuto anche in Italia. E’ uno dei firmatari del manifesto di solidarietà europea.   Di nuovo, considero che un politico che pone al centro della sua azione quello che è il centro della questione, fa un discorso onesto e serio. Esattamente quello che non ha fatto Grillo quando gira attorno da mesi al problema dell’euro, mantenendo una politica economica ondivaga e contraddittoria, casuale e fiacca. Con la conseguenza, sul piano dei consensi, che possiamo vedere e soprattutto toccare con mano.

Marine Le Pen è una madre single di 44 anni, molto serena sui diritti dei gay e sull’aborto, più vicina, in qualche modo, al Leader olandese populista, assassinato, Pim Fortuyn che al suo irascibile padre, Jean-Marie Le Pen, che si è dimesso da leader del partito due anni fa. Le Pen, a sua volta deplora il modernismo eclettico della figlia definendolo come una serie di punti di vista “piccolo borghesi” raccolti nelle scuole di Parigi. La Le Pen ha fatto una pacata purga del Fronte, spingendo ai margini i più noti antisemiti e la nostalgia per Vichy. Mentre il padre chiamava l’Olocausto un “dettaglio storico”, lei, invece, lo definisce come l’ “apice della barbarie umana” e corteggia il favore degli ebrei, sparando contro gli jihadisti. “I partiti politici sono come le persone. C’è l’adolescenza, quando si fanno cose folli, e poi la maturità. Ora noi siamo pronti per il potere” ha detto. Questa campagna di “de-diabolizzazione” o di “disintossicazione dell’immagine” sembra aver funzionato. Solo una minoranza degli elettori pensa ancora che il fronte sia una “minaccia per la democrazia”. La signora Le Pen sta raccoglendo voti a frotte tra le donne bianche della classe operaia. Il Fronte non è più il partito del maschio bianco arrabbiato. Per lei la definizione più tenera è quella del Ministro delle Finanze Pierre Moscovici che la descrive come “più pericolosa di suo padre”.

E’ la sua difesa del modello sociale francese e la sua critica del capitalismo, che le dà un tocco di sinistra -qualcuno lo ha chiamato il socialismo nazionale del 1930 – come l’ UKIP (partito politico euroscettico e conservatore) della Gran Bretagna.

Parla come gli attivisti di Occupy nei suoi attacchi contro l’alta finanza e contro il modo in cui le aziende che aumentano i loro profitti con il costo del lavoro, facendo diminuire i salari in Occidente per contrastare la manodopera a basso costo in Asia. “E’ la legge della giungla”, ha detto Marine Le Pen. Lei non fa come l’UKIP, che spara bordate contro Washington e contro la Nato, ma vuole che la Francia riprenda il suo posto come paese “non allineato” in un mondo multipolare. E’ un patriottismo anti-atlantista. Sostiene di essere il vero erede del generale Charles de Gaulle, e accusa il partito gaullista UMP di essersi venduto l’anima per l’Europa e per l’ordine anglosassone. “C’è stato un de Gaulle di sinistra, e un de Gaulle di destra. C’erano due de Gaulle e noi li rappresentiamo entrambi”.

La signora Le Pen ha detto anche che i socialisti si stanno disgregando, vittime della propria sottomissione alle dottrine economiche dell’Unione europea, mentre continuano ad attaccare Angela Merkel, manifestando una sindrome da dipendenza. “Si lamentano per la Merkel e per il suo malvagio modo di imporre le punizioni, ma la Merkel sta solo difendendo gli interessi della Germania, che non sono la stessa cosa dei nostri.” Ha detto che la crisi l’UEM è strutturale. Nord e Sud hanno bisogno di diversi tassi di cambio. “Il D-Mark varrebbe molto di più, se non fosse per l’euro, e questo significa che la Germania ha una moneta cronicamente sottovalutata.

L’euro è troppo forte per la Francia, e si sta mangiando tutta la nostra competitività”.

E ‘difficile sapere se i francesi voteranno mai in massa contro l’Europa in uno scontro a tutto campo, ci sarà però da vedere dove arriverà il messianismo di questa nuova Giovanna d’Arco . Comunque più tempo durerà questa crisi, maggiore sarà il rischio per Bruxelles e per Berlino, che scatterà la pazienza francese, scatenando una di quelle eruzioni che hanno costellato la storia francese attraverso i secoli.

Un recente sondaggio della Pew Foundation dice che l’appoggio dei francesi al Progetto UE è crollato dal 60% al 40% nel corso dell’ultimo anno, e il 77% pensa che l’integrazione economica sia stata dannosa. Il Presidente Francois Hollande dice che la crisi dell’Euro è “finita” e che siamo quasi “fuori dal tunnel”, anche se non è chiaro quale cosa riuscirà a rompere il circolo vizioso, se il PIL della Francia si contrarrà dell’ 1.8% quest’anno e se si stanno facendo i tagli più pesanti dell’ultimo mezzo secolo. La politica monetaria resta in contrazione per la maggior parte dell’Europa latina.

“Se il governo cercasse davvero di portare il disavanzo al 3% del PIL, l’economia si contrarrà di nuovo il prossimo anno dallo 0.5% allo 0.8%” ha detto il prof Sapir. “La disoccupazione continuerà a crescere di 30.000 a 40.000 unità ogni mese e ci saranno altre 600.000 persone senza lavoro entro la fine del 2014.” La Francia subì la stessa lenta tortura nel 1930, poco prima della sospensione del Gold Standard, quando stoicamente furono accettati i “500 decreti della deflazione” del premier Pierre Laval. La diga crollò poi nel 1936 dopo l’elezione degli outsider del Fronte della sinistra Populaire che vinsero le elezioni con l’appoggio comunista.

L’emergere di Marine Le Pen, come candidata ad orientare il potere centrale in Europa potrebbe rivelarsi la scarica elettrica necessaria per spingere ad un cambiamento radicale nella strategia di gestione della crisi dell’UEM, o almeno per il Partito socialista francese che si decida a rompere l’asse con la Germania e a lottare per un programma di rilancio completo, se non altro per evitare la propria rovina.

“Ci siamo piegati ad uno spirito di schiavitù in Francia. Abbiamo dimenticato come si governa, e la nostra voce non si sente più,” ha detto Marine Le Pen. Adesso si sentirà di più.

 

Ahimè. L’unica cosa disdicevole che trovo in queste frasi è che Marine le Pen stia in Francia e non in Italia.  Anche Nigel Farrage nel regno unito trovo che abbia una visione della realtà molto appropriata. Quindi, dopo una vita in cui mi sono considerato di sinistra, devo per forza di cose oggettivamente collocarmi a destra?

La cosa è curiosa. Viso che siamo in tema di francesi e si parla di destra e sinistra… molti anni fa vidi un film che mi colpì molto: “il giorno dello sciacallo”. Tratto dal un libro di F. Forsyth narra del tentativo di un killer di uccidere De Gaulle. Quello che mi piaceva in quel film era la meticolosità e l’astuzia del piano dello Sciacallo, che era interpretato da Yves Montand.  E mi piaceva l’idea che il male fosse lì, a portata di mirino di fucile, facile da eliminare se sei astuto.

Non era proprio così. Il male è come quelle sagome di cartone che ne tiri giù una e ne viene fuori un’altra. Fino a che un giorno non ti guardi allo specchio e ti vedi anche tu sagoma di cartone. Ma questo è un altro discorso.

Yves Montand, cantante e attore, faceva molti film impegnati politicamente. Era un po’ un’icona della sinistra.

Qualche anno dopo lessi una sua intervista in cui ad un certo punto diceva: “non essere di sinistra a vent’anni vuol dire essere senza cuore. esserlo a quaranta vuol dire essere senza cervello”.  Fu una delusione. Un altro confuso, ante litteram.

E così, in omaggio alla confusione, alla sinistra quella vera, a quelli che per il proprio paese, magari costretti dagli eventi, hanno dato la vita, cosa c’è di meglio di Yves Montand che canta “bella ciao”?

Ma scherzo, quando dico che sono confuso. Non lo sono per niente. E non mi sento contraddizione con gli ideali di giustizia e di onestà in cui ho sempre creduto. Solo che non si trovano dietro i veli dell’ideologia.

 

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3 thoughts on “Confusione…

  1. Salve, direi di essere fondamentalmente d’accordo con quello che dici però secondo me continuare a credere che esista una sinistra è utopico! Mi spiego meglio, ovviamente non sto parlando di militanti, povere persone abbindolate da un ideologia usata a modi religione per carpirne il voto incondizionato, ma dalla dirigenza marcia fino al midollo…mi riferisco al PD (partito democristiano) e SEL impegnati a occupare poltrone in nome di una lottizzazione che ha ucciso economicamente e industrialmente un paese come l’Italia pieno di risorse e menti in grado di fare ben altro che lo scempio al quale stiamo assistendo! Il punto del problema è che se un elettore sedicente di sinistra continuerà a non esercitare il libero arbitrio e a votare una squadra pre definita e pre imposta come può essere la Juventus senza guardare i misfatti e le politiche intraprese da essa stessa, non ci sarà mai il salto di qualità. L’elettorato ridotto così a tifo di squadra come lo era già per la fantomatica destra, lo è diventato anche per la finta sinistra….orde di vecchi sopratutto e giovani (pochi) vengono attirati da pifferai magici nei seggi dove credono di poter dire la loro, foraggiando di fatto un sistema ben oliato che tutto fa meno di occuparsi dei problemi del paese! La foto di questa agonia è nell’ultimo comizio di Bersani che invece di andare in una piazza a parlare al popolo, ha scambiato quattro chiacchere dentro un teatro pieno di dirigenti e amici di dirigenti del partito avendo così defenestrato la parola umiltà e auto referenziandosi a modi ventennio! Ora io dico a quelli del bella ciao bandiera rossa e cavolate simili….mio nonno ha sparato addosso ai tedeschi e quando non aveva da sparargli ci dava col bastone qui sull’Appennino Tosco Emiliano e non sapeva neanche scrivere figuriamoci se sapeva cosa significava essere di destra o sinistra, però lui aveva ben presente il valore di libertà e giustizia e che sopratutto non hanno bandiere questi valori….purtroppo oggi se fosse ancora vivo direbbe….ragazzi smettete di votare e sparate ai vostri referenti politici perché sono loro oggi i vostri invasori tedeschi!! Grazie e ciao

    silvano

    • Infatti come scrivevo sotto, non mi sento affatto confuso e chi mi viene a parlare di destra o sinistra non ha capito un cazzo. Le priorità di questo paese sono altre. Le priorità di ognuno di noi sono altre. Nessuno dei due schieramenti mi garantisce nulla, dato che entrambi pensano solo ai loro personali interessi. Sono dei banditi, dei succhiasangue, capibastone messi lì da altri più potenti di loro a spolparci.
      Guardo solo le idee.
      Riprenderci la possibilità di decidere il valore della nostra moneta? E’ fondamentale, in termini macroeconomici. E’ di destra? di sinistra? non me ne frega un cazzo. E’ fondamentale e basta.
      Riprenderci la sovranità politica che non abbiamo più? E’ di destra o di sinistra? non mi interessa. è essenziale poter decidere senza andare a pietire a bruxelles su qualsiasi argomento da burocrati mai eletti.
      Togliere a chi ha accumulato troppo in questi anni e redistribuire a chi ha meno? è di sinistra forse. bon che qualcuno lo faccia.
      Stoppare un’economia che non guarda più l’industria, l’agricoltura, la manifattura, le cose che si toccano e che servono per vivere ma solo ai giochetti finanziari? è destra o sinistra? non lo so. ma va fatto.
      Pagare meno tasse perché non è possibile che se apri un’impresa il 60% di quello che guadagni se ne vada in tasse… e quindi chiudi e te ne vai all’estero… o non sai dove sbattere la testa al muro oppure devi evadere, se no non sopravvivi, ma se ti beccano ti si inculano e ti tolgono tutto quello che hai, che magari era roba fatta da tuo padre o da tuo nonno.

      E così via… destra… sinistra… non contano più niente.
      Facciamo le cose essenziali per la nostra economia, per il nostro paese, poi dividiamoci pure sulle tematiche etiche. Quelle che ci toccano nella sfera personale.
      ma se inizi a temere di non sapere cosa mangiare o non sapere dove andrai a dormire… te ne freghi dei diritti dei gay o degli immigrati.
      anzi se danno casa agli immigrati e tu stai per strada ti incazzi come una bestia.
      il senso di insicurezza genera una diffidenza verso il prossimo…
      e guardi tutti con sospetto…

      e forse questo è quello che vogliono.

      • Bravo! Proprio li ti volevo….la guerra dei poveri, dividi ed impera, ora io non so se sia un bene effettivo la creazione del movimento 5 stelle, cioè nel senso se sia stato creato in buona fede per iniziare un tragitto evolutivo in ambito sociale, per ora lo voto e staremo a vedere nel futuro….quel che è certo è che le idee di base ci sono, ovviamente faranno carte false per ostacolarlo però dobbiamo tener ben presente una variabile che con probabilità si presenterà e cioè che se fallisce il movimento o qualsiasi altra iniziativa simile alla loro, ci sarà spazio ed un bel po’ di spazio per gli estremisti….che non credo siano più comunisti in questo caso…. indi per cui il prossimo step sarà fondamentale per vedere se saremo in grado di evolverci in maniera culturalmente accrescitiva o se saremo risucchiati nel limbo del tempo tornando al nazionalismo estremo di inizio secolo scorso. Mia madre a questo proposito dice che per un cambiamento serio dovranno prima morire le persone nate tra il 1930 e il 1955/60 fautori direttamente o indirettamente di questo sfacelo, io d’atro canto non sono ottimista neanche in quel caso, viaggiando molto per il mondo ho notato come “noi italiani” al contrario di altri popoli, siamo repellenti alle migliorie qualunque esse siano per cui anche li staremo a vedere!! Grazie e buon week end

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