Il reato di opinione


La Commissione Giustizia licenzia l’emendamento che riforma l’articolo 414 del Codice penale e rende reato il negazionismo di crimini contro l’umanità e di genocidio.

La pena prevista per il negazionismo è la reclusione fino a cinque anni. In caso di apologia e istigazione a delinquere negli stessi casi si prevede un aggravante che la porta fino a sette anni e mezzo.

Primo firmatario Casson (Pd), lo hanno sottoscritto Caliendo (Pdl), D’Ascola (Pdl), Giarrusso (M5S), Cappelletti (M5S), Barani (Gal), Cirinnà (Pd), Lumia (Pd), De Cristofaro (Sel) e Albertini (Sc).  Relatore, la senatrice Pd, Rosaria Capacchione (quella che in questi giorni era balzata all’onore delle cronache con la lapidaria dichiarazione “Balottelli è un imbecille“.

Di fatto, è puro e semplice reato di opinione. Se dico che bisognerebbe indagare meglio perché forse il genocidio di Srebrenica non è mai esistito così come viene raccontato, posso prendere cinque anni.  Se dico che “Mladic ha fatto bene a passare per le armi le milizie bosniache” è apologia e quindi posso arrivare fino a 7 e mezzo.

Uso l’esempio di Srebrenica perché le cose in effetti lì non andarono proprio come dicono. E perché effettivamente penso che Mladic non sia stato il mostro che hanno dipinto. Ma potrei sbagliarmi. Ho letto un po’ in proposito ed esistono visioni controverse.

Ne ho scritto in questo articolo, tempo fa. Probabilmente, se questo emendamento diventerà Legge, dovrò prudentemente cancellare quei post in quanto non allineati con la verità ufficiale.

E’ ovvio che qualsiasi posizione che, non dico neghi recisamente ma che, esprima dubbi sul blocco di verità relative all’Olocausto, sarà da considerare un reato.

A tal proposito, ho letto materiale di storici revisionisti, che potrebbero essere definiti “negazionisti”, in quanto mettono in discussione alcuni dogmi. Lo fanno apparentemente con il supporto della logica e dei dati.

Dico apparentemente perché non sono nelle condizioni di poter verificare l’esattezza di molti dati forniti come oggettivi e dai quali poi vengono fatte discendere considerazioni che in quel modo appaiono conseguenziali e logiche. Prendo quindi le informazioni con beneficio d’inventario, ma con mente aperta.

Mi piace poter leggere scevro da pregiudizi i diversi punti di vista e capire se essi sono diversi per forzatura ideologica. Perché il vincitore, sempre e ovunque nella storia, ha agio di piegare la verità al suo tornaconto. Mentre il vinto può solo sussurrare la propria.

Penso che la verità storica sia a grandi linee una, ma che poi esistano tante verità quante erano le parti in causa, e giù giù fino alle verità soggettive dei singoli testimoni o attori di un evento. E che tutte siano degne di essere raccontate e prese in considerazione, essendo tutte parte della nostra Storia, come esseri umani.

Il reato di negazionismo è un puro e semplice reato di opinione ed è pericolosissimo. Perchè oltretutto non definisce nemmeno quale sia la verità storica ufficiale da non mettere in discussione.  Nel vago può starci tutto. E sarà il Potere a definirlo.

“se l’istigazione o l’apologia di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo, crimini di genocidio, crimini contro l’umanità o crimini di guerra, la pena è aumentata della metà”

Una volta definita una certa azione sociale come terrorismo, e basta vedere come ci stiano provando oggi con i movimenti No-Tav, il solo dire che “i No-Tav fanno bene a resistere” consente una condanna per apologia.

Qualsiasi tipo di opposizione politica può essere facilmente trasformata in apologia. Basta che un evento ad hoc possa essere classificato come terrorismo.

Un attentato, che sia elaborazione di un gruppo antagonista o un false flag poco importa, a uomini e/o strutture della Troika, tanto per dire, può far mettere fuorilegge ogni opinione contraria politica alla Ue, al FMI, alla BCE.

Non penso di essere allarmista. Con i reati di opinione si sa dove si comincia ma non dove si finisce.  E di questi tempi, immaginare il peggio non è un vuoto esercizio dialettico.

Mi spiace che senatori del M5S siano fra i firmatari.

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