OBBLIGHI DI PIANGERE E DIVIETI DI RIDERE


Dalle indignazioni facili fino al caso Dieudonné, da Bersani ai silenzi su Sharon, i media sanno incanalare i sentimenti popolari a difesa del potere. Ecco come.
Obbligo di piangere
Quel che sta succedendo attorno alla patologia di Bersani, all’incidente della Merkel o anche più semplicemente a quella sconsiderata che ha difeso la vivisezione, mi conferma nella mia decisione di non avere FB, né Twitter e nemmeno un blog.
Lasciamo da parte la signora vivisezionista. Il fatto di non avere a disposizione strumenti tecnici per dire cretinate non appena mi vengono in mente può essermi stato di aiuto a tenere a freno la lingua sui due politici e ad essere non solo più riflessivo, ma anche più riflessivamente umano.
Ad ogni modo non mi sono nemmeno passate per la testa le esplosioni di contentezza o gli auguri di aggravamento rivolti ai due politici come quelli che, sembra, hanno inondato la rete.
Tuttavia ogni volta che succedono fenomeni come questi non si può non essere colpiti da come il mainstream cerchi con ogni espediente di incanalare i sentimenti della popolazione in un verso o in un altro. E il verso è sempre quello del sostegno al potere e ai suoi interessi. 
Riprendo quindi alcune considerazioni contenute in un recente post del professor Alberto Bagnai riguardo il corteo ipocrita che ha accompagnato le denunce di quelle espressioni di giubilo, senz’altro incivili.
Come si sa il professor Bagnai è un esperto di Econometria e in questo caso ha giustamente richiamato l’attenzione sulla disparità delle quantità di lacrime che il mainstream ci sollecita a spargere e che, in primo luogo, spargono le élite stesse e i loro lacchè.
Nessuno di loro ha mai pianto una lacrima sui morti indotti dalla crisi che quei due politici hanno assecondato ed aggravato. Già, perché non basta l’economia per fare una crisi sistemica come quella che stiamo vivendo, ci vuole anche la politica.
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Renzinomics (2)


Intervistato un anno fa, Renzi diceva: “… non è vero che l’Italia e l’Europa sono state distrutte dal liberismo ma che al contrario il liberismo è un concetto di sinistra [www.ilfoglio.it], e che le idee degli Zingales, degli Ichino e dei Blair non possono essere dei tratti marginali dell’identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore”. In cosa consista questo cuore lo spiega il suo consigliere economico e finanziatore, Davide Serra, riferendosi agli impegni insiti nel Fiscal compact, ossia la riduzione del debito pubblico dal 130 al 60% del PIL che è stata votata nella Costituzione italiana nel 2012..: “…la cosa bella è che dall’anno prossimo noi dobbiamo trovare questi 50 miliardi..” [www.youtube.com]. LA COSA BELLA!

Il Serra spiega alla Gruber qualche giorno fa che in Italia bisogna spremere 15-20 miliardi dalle pensioni e poi altri 30 miliardi di spesa pubblica e caccia agli evasori, perchè “NOI DOBBIAMO TROVARE QUESTI 50 MILIARDI, LO ABBIAMO IN COSTITUZIONE, QUALUNQUE GOVERNO ORA DEVE TROVARE QUESTI 50 MILIARDI”. (vedi, 14 dicembre 2013 “gli Squali della Finanza che appoggiano Renzi: Davide Serra” [www.youtube.com] e poi una lunga intervista al Sole24ore, dove dimostra tutta la sua ignoranza (o ipocrisia): “… è sufficiente l’aritmetica. Dobbiamo trovare 50 miliardi di euro l’anno per dieci anni, come dice il Fiscal compact che abbiamo firmato. Del resto quando un’azienda è sovraindebitata, non devi far altro che aggiustare la struttura del debito. Sono dolori, ma l’alternativa è saltare in aria…”)

Questo stronz.o vive a Londra da una vita, anzi si vanta di non mettere piede in Italia da quando si è laureato per cui vive in un paese il cui governo invece di “trovare” 50 miliardi per ridurre il deficit a zero a forza di austerità, dal 2009 fa il contrario, tiene il deficit tra il 10 e il 6% del PIL e la Banca di Inghilterra ha accreditato lei al governo l’equivalente di più di 500 MILIARDI DI EURO. Dove vive questo figlio di buona donna lo stato non dissangua imprese e lavoratori, si fa finanziare dalla Banca Centrale, gratis, con moneta, non con debito. Per cui i titoli di stato inglesi non hanno la “spread”….

(Serra è con Gutgeld di McKinsey uno dei suoi consiglieri e gestisce un fondo hedge specializzato in arbitraggio sui tassi di interesse, cioè specula sulla “spread” di mestiere. Infatti parla solo di “spread”, per lui tutto fa perno sulla spread, bisogna sacrificare imprese e lavoratori sull’altare della spread. Attenzione però che una cosa di sinistra la propone, l’ aumento delle tasse sulle rendite finanziarie di dieci punti percentuali, dal 20 al 30 per cento [www.ilsole24ore.com], cosa che operando lui con un fondo offshore non lo toccherebbe)

Poi il Serra finanziere fa venire la lacrimuccia, racconta che ha creato con la moglie una fondazione in Kenia con due missionari che tiene dietro ad “alcune migliaia di bambini”, cioè: la mettiamo in quel posto a milioni di italiani tagliando altri 50 miliardi di euro e portando la spread a 100 così il mio fondo hedge ci fa 100 milioni…però finanzio missionari in Kenia (che non devono costare tanto e dice che ne paga due…). Tutti questi figli di buona donna a New York o Londra, dopo che hanno spolpato aziende o stati con manipolazione finanziarie rovinando indirettamente tante famiglie del loro paese poi però danno sempre alla fine un poco di soldi ai negri (o alla “Shoa”). Quelli più splendidi a quelli dei ghetti in America o in Inghilterra, che oggi ne ha parecchi, e quelli più oculati in Africa che costa 1/10…

Ok….vedi qui in fondo la spread al netto dell’inflazione dei tassi di interesse sui titoli di stato italiani (e tedeschi) (calcoli di Bagnai sul suo blog [goofynomics.blogspot.it]] ? Noti che tra il 1981 e il 1996 IN TERMINI REALI I BTP HANNO RESO TRA IL 5 E IL 10% L’ANNO ? Ehi…il 5 o 6% al netto dell’inflazione per avere i propri soldi garantiti dallo stato, senza fare un tubo..

… ma lo sai che a logica dovrebbe essere il contrario, si dovrebbe pagare ad es. un 1% per avere i soldi garantiti dallo stato tramite Bot e BTP perchè nel sistema monetario moderna, basato su moneta bancaria, i titoli di stato sono il posto più sicuro possibile dove parcheggiare soldi, soprattutto grosse cifr che oltre i 100mila non hanno la garanzia in banca, per cui DOVRESTI PAGARE TU PER IL SERVIZIO ALLO STATO)

Bisogna invertire tutto il modo di ragionare attuale sul debito, liberare il cervello: SE COMPRI DEI BTP E’ LO STATO CHE TI FA UN FAVORE NON TU CHE FINANZI O AIUTI O BENEFICI LO STATO!!!! Bisogna partire dal fatto elementare che come spiegato qui, lo stato non ha bisogno realmente dei tuoi soldi, perchè potrebbe finanziarsi con moneta e se si hanno alcuni Milioni di Euro e li si mettono in Bot o BTP lo stato offre due servizi “ai ricchi” :(io che sono “di destra” lo devo spiegare agli ex-comunisti…)

i) la sua garanzia di rimborso alla pari dei tuoi milioni di euro, cosa che in banca non avresti, perchè solo fino a 100mila euro c’è una garanzia e viene…indovina da chi… dallo stato! Cioè lo stato ti offre il posto più sicuro possibile dove tenere soldi

ii) in più, se sono cifre grosse, non bisogna dimenticare che lo stato protegge la tua ricchezza con la sua forza, mette il suo potere al servizio della protezione della ricchezza privata, perchè in tempi di crisi potrebbe succedere che gente disoccupata o fallita o disperata voglia prenderti parte della tua ricchezza con la forza, come succedeva una volta con rivolte e rivoluzioni ed espropriazioni. Questo è un servizio che lo stato NON fornisce a chi non ha ricchezza, se ci pensi un attimo, perchè con l’80% della popolazione non c’è niente da proteggere, salvo quando gli rubano in casa fare la denuncia alla polizia che l’archivia. La base logica della tassazione patrimoniale è il servizio di protezione della ricchezza, che lo stato fornisce ad una minoranza, perchè senza lo stato la gente senza lavoro e senza niente ti verrebbe in casa…

Bisogna spazzare via tutti i discorsi della “finanza” e fare qualcosa di radicale (se si parla dal punto di vista della maggioranza e non di una minoranza, bisogna sempre intendersi…):

a) abolire i BTP e sostituirli con emissione di moneta, dandogli valenza fiscale come spiegato qui dieci volte già (così gli speculatori del reddito di fisso come Serra non possono guadagnarci niente perchè loro campano solo sul DEBITO e qui il debito viene trasformato di fatto IN MONETA e la Spread si azzera…)

b) se non basta, nazionalizzare MPS o altre banche e assieme alla CdP fargli comprare BTP

c) fare una patrmimoniale sopra 1 milione di euro con aliquota pari al rendimento medio dei titoli di stato europei (o globali).,… così quelli come Serra guadagnano di meno e sparisce la rendita finanziaria, che in Italia come si vede dal grafico sotto, è stata scandalosa dagli anni ’80)

ripreso da Cobraf

Un cambio di passo.


L’incapacità del m5s di elaborare una propria lista in Sardegna, dove a febbraio è stato primo partito, è qualcosa che lascia basiti. E’ l’ennesima dimostrazione dell’inconcludenza del concetto fumoso di democrazia diretta quando il gruppo in cui viene applicato supera una certa massa critica e quando c’è bisogno di decisioni rapide.

Non entro nel merito dei motivi specifici. Quali che siano ad un certo punto qualcuno doveva potersi assumere la responsabilità di una decisione e la lista del m5s doveva esserci.

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Fassina chi?


FASSINA CHI? LA CAMPANA ALFINE INIZIO’ A SUONARE PER TUTTE LE VALLI…

La notizia delle dimissioni di Fassina è ormai di dominio pubblico (da alcuni minuti o giù di lì).
Così come è dilagata la enfatizzazione del suo “antefatto”, e cioè il “Fassina chi?” pronunziato da Renzi.
Fassina, poi, nel concreto delle dichiarazioni, (se sono state fedelmente riportate), fa una puntualizzazione che non è per nulla priva di implicazioni:
«È responsabilità di Renzi, che ha ricevuto un così largo mandato – ha osservato Fassina nel motivare le sue dimissioni – proporre uomini e donne sulla sua linea».
Detta da chi ha la titolarità di una linea di politica economico-fiscale, che, dati i notori “vincoli” impostici dall’€uropa, non potrebbe, in linea teorica e giuridico-internazionale, essere particolarmente mutata all’interno di QUALSIASI forza politica italiana attuale, e ancor meno del PD, per effetto del “mero” cambio del suo vertice partitico, la dichiarazione di Fassina fa meditare.

Da leggere per le feste


Tre articoli che secondo me vanno letti uno di seguito all’altro e da cui istintivamente si capisce come i movimenti nazionalisti, secessionisti, localisti prenderanno sempre più piede, come naturale reazione ad un processo che sembra troppo grande per essere controllabile o modificabile da qualsivoglia autorità a livello globale. E così sembra che l’unica cosa che si possa fare è chiudersi nel proprio villaggio e tirare su il ponte levatoio.

Il nuovo ordine mondiale esiste già ed è oltre i governi e le sovranità nazionali.

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Iper-globalizzazione: noi, sudditi della fabbrica-mondo

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L’insostenibile inutilità della TAV


L’ultima barzelletta sulla Torino-Lione la raccontano gli svizzeri, solitamente noti per la loro austera serietà. E infatti non si scherza neanche stavolta: perché all’appello non mancano i binari, ma le merci. In valle di Susa, si apprende, transita appena un decimo del carico che già ora potrebbe essere tranquillamente trasportato. Attenzione: a essere semi-deserta è la linea ferroviaria attuale, la Torino-Modane, appena riammodernata. Inappellabile la sentenza dei numeri: il traffico alpino Italia-Francia è letteralmente crollato. Anziché nuove linee, servirebbero treni da far circolare sulla ferrovia che già esiste. E invece – questa è la “barzelletta” – il governo italiano pensa sempre di costruire ex novo il più costoso e inutile dei doppioni, la famigerata linea Tav a cui la valle di Susa si oppone da vent’anni con incrollabile determinazione, confortata dai più autorevoli esperti dell’università italiana. Tutti concordi: la super-linea Torino-Lione (il doppione) sarebbe devastante per l’ambiente, pericolosa per la salute e letale per il debito pubblico, dato che costerebbe almeno 26 miliardi di euro. Ma soprattutto: la grande opera più contestata d’Italia sarebbe completamente inutile.

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Quello che “gli F35 sono elicotteri che spengono incendi” ora si occupa di webtax


Il male e la stupidità si uniscono: la “Web tax ” all’italiana

Gli stupidi sono molto più pericolosi dei malvagi, in quanto non dormono mai. Se poi afferrano un’idea ne fanno la base per le proprie stupide costruzioni. Se aggiungiamo che , in particolare , qualche volta la malvagità si può unire alla stupidità, allora o abbiamo trovato il culmine del male oppure siamo nell’ambito della politica italiana.

L’ultima geniale e soprattutto pratica trovata della nostra politica è la “Web Tax” , detta anche “Google tax”, giusto perché noi non ci facciamo mancare nulla quando si  tratta di nomi..

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Renzinomics


Stavo leggendo l’analisi di Filippo Taddei al programma del guru economico di Renzi: Yoram Gutgeld. Il programma è datato giugno 2013. L’articolo dei primi di luglio. Ora Taddei è il neo responsabile economico del Pd (al posto di Fassina). Quale sarà la posizione del PD, quella di Gutgeld o quella di Taddei?

Ovviamente, non è importante. Perché aldilà delle dichiarazioni di principio non faranno nulla. La loro ricetta resta sostanzialmente la stessa della scuola economica che non solo non ha saputo prevedere la crisi ma che per affrontarla non ha fatto altro che proporre le stesse logiche che l’avevano prodotta.

Cambiano i suonatori, ma la musica resta la stessa.
– Tagliare la spesa pubblica.
– Aggredire l’evasione fiscale.
– Abbassare il costo del lavoro.
Gutgeld dice, con le risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale tagliamo il costo del lavoro. Taddei gli risponde: ma chi vuoi che ci creda? perdiamo consenso. Prima tagliamo il costo del lavoro con delle patrimoniali e la riorganizzazione (tagli) della spesa e poi attacchiamo l’evasione fiscale.

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O smontate l’euro o l’europa si smonterà.


Sono moltissime le prese di posizione di importanti economisti contro l’Euro. Anche da parte di molti che in precedenza lo avevano appoggiato.

In Italia, dove vale la disonesta abitudine di attaccare o sminuire la persona più che il lavoro, negli anni passati c’è stata una certa propaganda politica becera e ignorante come il giornalismo che gli fa da megafono, che invece di prendere in considerazione le allarmate e oneste analisi di economisti seri e preparati, si è divertita a dileggiarli sulla base dei loro non altisonanti titoli: “oscuri professori di università di provincia”.

Questa macchinetta del fango non funziona però quando le fila di chi scrive contro l’euro è zeppa di premi nobel.

Nella realtà virtuale in cui vivono politici e megafoni mediatici, i neuroni servono a destreggiarsi per sopravvivere fra iene e leccaculo, oltre a cumulare diare e rimborsi spese, non certo a capire, studiare e approfondire, per cui con loro ci vogliono i titoli. Di fronte ai titoli si zittiscono.

Quindi mi fa piacere aggiornare la lista dei titolati. E ascoltare il loro silenzio.

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La destra che verrà.


Mi sto rendendo conto che quando cambierà, più o meno traumaticamente, il sistema di potere che ci governa, il nuovo che avanza non sarà una piacevole e illuminata democrazia, diretta o rappresentativa che sia. Bensì un regime autoritario che su molti aspetti sarà fortemente caratterizzato a destra.

Il sistema che ci governa è destinato a crollare. Quasi certamente. Non prima di aver creato ulteriori sfracelli nel tessuto economico e sociale del paese.  Crollerà, perché l’impalcatura €uropea sulla quale è asserragliato non riuscirà più a sostenerlo.

Non so quando, nei prossimi sei o 24 mesi. Potrebbe intervenire qualche evento esterno ad accelerare la crisi dell’euro. Ad esempio che la bolla dell’economia americana scoppi, innescando una crisi con contraccolpi globali. Oppure la situazione potrebbe essere tenuta sotto controllo dalle manovre della Bce in un quadro internazionale di relativa calma.

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