Fassina chi?


FASSINA CHI? LA CAMPANA ALFINE INIZIO’ A SUONARE PER TUTTE LE VALLI…

La notizia delle dimissioni di Fassina è ormai di dominio pubblico (da alcuni minuti o giù di lì).
Così come è dilagata la enfatizzazione del suo “antefatto”, e cioè il “Fassina chi?” pronunziato da Renzi.
Fassina, poi, nel concreto delle dichiarazioni, (se sono state fedelmente riportate), fa una puntualizzazione che non è per nulla priva di implicazioni:
«È responsabilità di Renzi, che ha ricevuto un così largo mandato – ha osservato Fassina nel motivare le sue dimissioni – proporre uomini e donne sulla sua linea».
Detta da chi ha la titolarità di una linea di politica economico-fiscale, che, dati i notori “vincoli” impostici dall’€uropa, non potrebbe, in linea teorica e giuridico-internazionale, essere particolarmente mutata all’interno di QUALSIASI forza politica italiana attuale, e ancor meno del PD, per effetto del “mero” cambio del suo vertice partitico, la dichiarazione di Fassina fa meditare.
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Renzinomics


Stavo leggendo l’analisi di Filippo Taddei al programma del guru economico di Renzi: Yoram Gutgeld. Il programma è datato giugno 2013. L’articolo dei primi di luglio. Ora Taddei è il neo responsabile economico del Pd (al posto di Fassina). Quale sarà la posizione del PD, quella di Gutgeld o quella di Taddei?

Ovviamente, non è importante. Perché aldilà delle dichiarazioni di principio non faranno nulla. La loro ricetta resta sostanzialmente la stessa della scuola economica che non solo non ha saputo prevedere la crisi ma che per affrontarla non ha fatto altro che proporre le stesse logiche che l’avevano prodotta.

Cambiano i suonatori, ma la musica resta la stessa.
– Tagliare la spesa pubblica.
– Aggredire l’evasione fiscale.
– Abbassare il costo del lavoro.
Gutgeld dice, con le risorse recuperate dalla lotta all’evasione fiscale tagliamo il costo del lavoro. Taddei gli risponde: ma chi vuoi che ci creda? perdiamo consenso. Prima tagliamo il costo del lavoro con delle patrimoniali e la riorganizzazione (tagli) della spesa e poi attacchiamo l’evasione fiscale.

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